Morto Stalin se ne fa un altro. (2018)

download (2)Diretto da Armando Iannucci nato in Scozia da padre napoletano e madre, appunto, scozzese, questo film di produzione britannica/francese/statunitense è probabilmente la sorpresa più fresca di questa stagione cinematografica fin’ora, una brillante black comedy che racconta di come, alla morte di Iosif Stalin vari suoi collaboratori fino ad allora fedeli al suo regime si siano dati battaglia per ottenere il potere dell’URSS. La vicenda viene raccontata attraverso uno sguardo grottesco e surreale ma al tempo stesso lineare senza assolutamente scadere nel ridicolo. Ci sono parti dove si ride di gusto, parti dove si ride amaro e parti dove si rimane seri di fronte a quella che di fatto è la storia. Il film ha un ritmo sempre costante e ben calibrato merito anche dei vari interpreti del film che recitano in maniera perfetta probabilmente grazie anche ad una caratterizzazione minuziosa dei personaggi da parte degli sceneggiatori. Il “quorum” è guidato dall’irresistibile Steve Buscemi che interpreta Nikita Krusciov successore di Stalin. Tra i personaggi più in evidenza troviamo Jeffrey Tambor alias il goffo Georgy Malenkov e Simon Russell Beale che interpreta il malcapitato Lavrentij Berija.

La cosa che subito risalta agli occhi dello spettatore è che il film si prenda sul serio, nonostante sia una commedia. La brutale dittatura staliniana non viene posta in secondo piano rispetto alle storie dei vari personaggi ma anzi ne fa da contorno non venendo perciò sminuita dal carattere ironico della messa in scena. I personaggi sono cattivi furbi e stronzi al punto giusto in modo che non ci sia contrasto tra la messa in scena e il loro carattere. Non si trascende mai nel banale o nel “telefonato” fatta eccezione forse nel personaggio del figlio di Stalin, Vasilij, forse troppo sopra le righe in confronto a gli altri e si ha la sensazione che stoni nell’ambiente creato dalle altre figure. Steve Buscemi fornisce un’interpretazione di primo rilievo che dimostra ancora una volta in più lo spessore di un attore forse troppo sottovalutato.

Il film complessivamente funziona veramente tanto per l’equilibrio che mantiene tra ironia e contesto storico. Un equilibrio creato sopratutto da una sceneggiatura molto ben scritta in ogni sua parte, pervasa da grande humor in pieno stile british tipico delle classiche black comedy anglosassoni. Grande cinema e grandi attori.

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In poche parole 2: il ritorno

  • Arrival: certo che se Cannavacciuolo vede quei polpi...Bel film
  • La Ragazza del Treno: Mi ha fatto talmente schifo che nemmeno me lo ricordo. Complimenti
  • IT: Stranger Things col pagliaccio che ogni tanto si palesa e fa merenda. Lammerda.
  • Manchester by the Sea: se solo Lee avesse avuto un stufa a pellet...comunque gran film.
  • Sin City 2: C'è Eva Green a tette di fuori, ma non basta affinchè il film sia bello.

 

La vedova Winchester (2018)

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Gli Spierig Bros. tornano sul genere thriller/horror dopo Saw – Legacy scrivendo e dirigendo “La vedova Winchester” con protagonista la premio Oscar Helen Mirren, Jason Clarke (Apes Revolution) e Sarah Snook già in azione con la coppia di registi in quel filmone che fù Predestination del 2014. La gigantesa Winchester House, famosa per essere stata in continua costruzione 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per volere stesso di Sarah Winchester (in quanto, a suo dire, nelle stanze della dimora doveva ospitare le centinaia di anime di persone rimaste uccise sotto i colpi dei fucili Winchester) fa da sfondo alla vicenda che vede un medico/psichiatra (Jason Clarke) recarsi alla dimora Winchester al fine di compiere una perizia psichiatrica sulla proprietaria della casa dati i suoi continui comportamenti a dir poco anormali. Naturalmente la casa è veramente infestata e gli spiriti non tarderanno ad arrivare.

Il film presenta diversi difetti a livello di sceneggiatura e messa in scena, non si capisce bene dove i registi vogliano veramente andare a parare con questa pellicola. Nella prima parte i sensi di Deja-vù (per chi ha visto più di dieci horror in vita sua) si sprecano, i jumpscare costruiti anche in maniera decente seppur banali fanno la loro porca figura, se non fosse che ce ne siano troppi e l’uno dietro l’altro al che lo spettatore al terzo si è già stufato e comincia a sentire un presagio di sventura. Nella seconda parte il film invece casca in maniera eclatante, lo spettatore si trova di fronte alla solita storiella trita e ritrita di qualsiasi film horror degli ultimi anni col fantasma e il bimbo indemoniato. Il ritmo, seppur elevato non salva lo spettatore da un film di una noia mortale. Banale, sciatto..pieno zeppo di buchi di sceneggiatura e con un finale delirante al punto giusto. Se nella prima parte cerchi di capire dove vogliano andare a parare gli Spierig, nella seconda lo capisci (purtroppo) e non ci credi o meglio non ci vuoi credere. Non vuoi credere che le stesse menti che hanno scritto Predestination abbiano scritto una cosa così telefonata che in confronto Titanic è pieno di colpi di scena. Per essere girato bene lo è anche, ma ormai nessuno gira male e la qualità di un film si registra da come è scritto e da come è messo in scena e qui la qualità è veramente bassa. Helen Mirren non riesce nemmeno in piccola parte a sorreggere un film dalle fondamenta deboli se non inesistenti che si sublima nella delirante scena finale dove Sarah ordina agli spiriti incazzati di tornare nelle loro stanze e loro (giustamente) ci tornano.

Probabilmente un film nato morto e che non meritava forse la sala cinematografica e la distribuzione che ha avuto. La domanda sorge spontanea a questo punto: è un caso che gli Spierig abbiano girato un capolavoro (Predestination) e in verità sono cineasti mediocri oppure hanno ancora delle frecce al loro arco ? Attendo con ansia il prossimo lavoro.

 

In poche parole

  • The Hateful Eight: Un film che insegna la fiducia e il rispetto reciproco...o quasi.
  • Deadpool: Date a Ryan Reynolds il suo vecchio doppiatore, vi prego. Banale.
  • Non Essere Cattivo: "A Vittò a vita è dura, è se nun si duro come a vita non vai avanti." Realistico.
  • La Grande Scommessa: "Dogshit"...non il film eh, il film è figo. Molto.
  • Lo Chiamavano Jeeg Robot: Marinelli on top of the world + Santamaria con 20 kg in più = tanta roba.
  • The Revenant: Tra il primo e il secondo tempo. - "Sentite io vado a prendere i pop corn, volete qualcosa ?" -"UN CAFFÈ, grazie".

 

Relazione di Fisica: I Buchi Neri

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Buco nero, riprodotto dal fisico Kip Thorne per il film “Interstellar”

Un buco nero è l’insieme degli eventi da cui non è possibile sfuggire sino ad una grande distanza, delimitata dall’orizzonte degli eventi. Ok, va bene detta così vuol dire tutto e niente, poiché è la definizione che usa tutto il mondo, lasciando un non so che di amaro in bocca, come qualcosa che non torna nella mente di un profano, quindi proviamo a darne una definizione più…”fisica” del che cos’è un buco nero. Per capire al meglio cosa sono i buchi neri bisogna conoscere prima il ciclo di vita di una stella.

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esplosione della stella (simile ha quella di una bomba H) contenuta dalla forza di gravità

Gli inizi: Una stella si forma quando un grande ammasso di gas, dove predomina l’idrogeno, si comincia a contrarre a causa dell’attrazione gravitazionale, i vari atomi di idrogeno presenti in questo ammasso urtano fra di loro a velocità sempre maggiori fino a che si ha la fusione degli atomi di idrogeno in atomi di elio..parallelamente la temperatura aumenta a dismisura fino a che si ha un esplosione (pari all’esplosione di una bomba H) controllata e si forma un equilibrio tra la nuova stella e il resto dello spazio cosmico, per merito dell’attrazione gravitazionale. Questo equilibro rimane stabile fino a che la stella non esaurisce la sua riserva di idrogeno (tranquilli il sole ne ha ancora per cinque miliardi di anni), una volta finita, la stella inizia il suo collasso. Durante il collasso viene meno l’equilibro tra la stella e l’attrazione gravitazionale fino a che la gravità ha la meglio e comincia a contrarre il raggio della stella, nel centro le particelle all’interno della stella cominciano ad essere molto vicine l’una all’altra, perciò, secondo il principio di esclusione di Pauli, devono avere velocità diverse, ed è qui che la stella comincia ad espandersi. Se all’inizio della sua vita la stella era in equilibrio per merito del calore e della gravità ora si mantiene in equilibro per il principio di esclusione. Ci sono dei limiti al principio di esclusione però..posti da Albert Einstein e dalla sua relatività poiché essa limita la differenza di velocità delle particelle all’interno di una stella alla velocità della luce ed è per questo motivo che la forza di gravità prevarrà ancora sulla stella. Tutto questo lo spiegò lo studente indiano Subrahmanyan Chandrasekhar nel 1928. Egli disse che tutte le stele con massa superiore a una volta e mezza quella del Sole non sarebbero sopravvissute alla loro gravità (poiché quanto è maggiore la massa di una stella tanto più è grande la sua attrazione gravitazionale). Il limite è ad ora conosciuto come limite di Chandrasekhar o “raggio critico”. Le stelle sotto il limite divengono nane bianche. Per le stelle oltre il limite di Chandrasekhar, il loro collasso terminerà in un buco nero o in una stella di neutroni.

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Buco nero che ingloba una nebulosa formando un vortice

Collasso Gravitazionale: Man mano che la stella si contrae, il campo gravitazionale si fa più intenso fino a che riesce a curvare i raggi di luce che gli arrivano verso l’interno della stella e vengono deviati a tal punto che non potranno evadere dal buco nero. Poiché nulla viaggia più veloce della luce, tutto è destinato a rimanere intrappolato nel buco nero qualora ci cadesse al suo interno, i raggi di luce intrappolati in un buco nero creano un confine oltre il quale non possono sfuggire dall’attrazione gravitazionale, questo confine si chiama orizzonte degli eventi e delimita il buco nero. All’interno del buco nero abbiamo la misteriosa e sconosciuta singolarità ovvero un punto del buco nero (da dove esso si è formato)  che ha valore infinito e imprecisabile. Non possiamo sapere cosa accadrebbe in una singolarità poiché, a detta di Roger Penrose per primo, la regola della censura cosmica tiene tutti all’oscuro di tutto, qualunque osservatore esterno è tenuto all’oscuro di cosa avviene nella singolarità di un buco nero. Per un osservatore interno ad un buco nero che riuscisse a sopravvivere al passaggio attraverso l’orizzonte degli eventi la singolarità risulterebbe irraggiungibile in qualunque caso, oppure raggiungibile ma nel mentre la raggiungesse il suo tempo finirebbe. In pratica la singolarità sarebbe sempre nel suo futuro o sempre nel suo passato (ad esempio il big bang). Un buco nero è senza troppi giri di parole, il collasso gravitazionale di una parte dello spazio-tempo, poiché, visto che possiamo intendere lo spazio tempo due facce di un’unica medaglia, alla deformazione di uno avviene la deformazione dell’altro ed è proprio questo che accade nel buco nero. Ma come siamo sicuri dell’esistenza dei buchi neri ? Semplicemente non lo siamo. I Buchi neri sono un raro esempio dove la teorizzazione fisica e scientifica precede le osservazioni inconfutabili. Ma nel 1963 le menti degli oppositori alle teorie dei buchi neri vennero scosse dall’avvistamento da parte di Maarten Schmidt di un corpo celeste che emetteva un’enorme radiosorgente. L’unico corpo in grado di produrre una tale quantità di energia ad una così enorme distanza, sembrava essere proprio il collasso gravitazionale di una stella. Nel 1967 alcuni fisici vennero fuorviati dalla scoperta delle pulsar, spacciandole per buchi neri che emettevano regolari impulsi elettromagnetici.I fisici si sono interrogati negli anni anche sulla forma e se ruotano o meno, i buchi neri, senza darne però un’unica risposta. I buchi neri “di Kerr”, dal neozelandese Roy Kerr, sono dei buchi neri, per così dire, rotanti. Le loro dimensioni e forza dipendono solamente dalla loro massa e dalla loro velocità di rotazione.

Raggio di Schwarzschild: Nel corso degli anni molti fisici hanno dato le loro interpretazioni di buco nero e delle sue caratteristiche. Karl Schwarzschild inventò una formula per determinare il raggio di un collasso gravitazionale in base alla massa dell’oggetto (per raggio si intende la distanza dalla singolarità fino all’orizzonte degli eventi).Ad esempio il raggio di Schwarzschild del sole è di 3km mentre quello della terra è di 9mm.  La formula, si può ricavare ponendo uguale la velocità di fuga (che è la velocità minima che serve ad un corpo per uscire da un campo gravitazionale di un pianeta), a quella della luce:

Vf (velocità di fuga)= \sqrt{\dfrac{2GM}{r}}        dove M e r sono rispettivamente massa e raggio del pianeta

c (velocità della luce)= \sqrt{\dfrac{2GM}{Rs}}  dove Rs è il raggio di Schwarzschild

Eleviamo al quadrato e isoliamo il raggio di Schwarzschild:

Rs= \dfrac{2GM}{c^{2}}

Unknown

sistema Cygnus X-1

Esempio di buco nero:

Sistema Cygnus X-1: In questo sistema, a detta di Stephen Hawking, la presenza di un buco nero è sicuro al 95%. Di questo sistema ci arrivano intense sorgenti di raggi X, questa emissione è possibile solamente se si tratta di una nana bianca, ma in questo caso l’oggetto in questione ha la massa di circa sei volte il sole dunque ben oltre il limite imposto da Chandrasekhar. L’oggetto pare essere troppo grande perfino per essere una stella di neutroni, ovvero una pulsar. Pare proprio sia un buco nero.

Fonte: Dal big bang ai buchi neri, breve storia del tempo (1988) di Stephen Hawking